Storia artistica delle specchiere.
Fin dal Medio Evo si producevano lastre di vetro trasparente (non si chiamavano ancora
specchiere !) che, allo stato semi-fuso, veniva posato con una lega di piombo, antimonio e stagno. Furono anche prodotte specchiere costituite da una lastra protetta sul retro da una mano di di piombo allo stato fuso.
La relativa zona di fabbricazione è localizzabile nella regione Bavarese, dove nel XIV secolo nasceva la corporazione degli specchiai. Fu merito dei veneziani i quali ebbero il merito di costruire lastre vitree di notevole limpidezza, piane e patinate, aventi un particolare effetto riflettente grazie all'applicazione di uno strato di impasto di mercurio e stagno.
Nella Serenissima, intorno ai primi anni del Cinquecento, inizio' la prestigiosa epopea delle specchiere veneziane, grazie all'ingegno di abili artigiani come i fratelli Dal Gallo e alla "collaborazione" sempre piu proficua di vetrai e specchieri riuniti ora in una sola corporazione. Nel 1564 pero' la gilda dei vetrai si separo' da quella degli specchieri, ponendo la loro sede a Venezia e non a Murano; la fabbricazione di specchiere produsse nella città enormi ricchezze.
Presto pero' sfruttando le conscenze del ligure Pernotto le Manufacture Royale des Glaces in Francia ebbero il monopolio della produzione di specchiere, in quanto poterono tramite un nuovo procedimento realizzare specchiere dinotevoli dimensioni per quell'epoca. Un cilindro di metallo rendeva uniforme lo spessore di vetro fuso che posto su un forno di ricottura e raffredato lentamente, risultava perfettamente liscio e di dimensioni superiori (circa 2-3 metri) rispetto alle specchiere prodotte in Italia (poco superiori al metro).